ELISABETTA D'ARIENZO

La ceramica di Vietri tra tradizione, ricerca e linguaggio contemporaneo

Elisabetta D’Arienzo è ceramista, scultrice e illustratrice e rappresenta una delle espressioni più interessanti della nuova generazione dell’artigianato artistico di Vietri sul Mare, territorio storicamente legato alla ceramica e alla cultura materiale della Costiera Amalfitana. Il suo percorso professionale nasce all’interno della tradizione familiare della ceramica, ma si sviluppa progressivamente verso una ricerca personale caratterizzata da forme scultoree, sperimentazione, illustrazione, simbolismo e contaminazione tra arte e design. La sua presenza nel Libro d’Oro MAM – Maestro d’Arte e Mestiere della Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte, nell’edizione 2022, certifica il riconoscimento del suo percorso nell’ambito dell’artigianato artistico italiano.

Una formazione tra scultura, illustrazione e ceramica

Nata a Salerno nel 1987 e cresciuta a Vietri sul Mare, D’Arienzo ha avuto fin da giovane la possibilità di conoscere il mondo della ceramica attraverso la bottega di famiglia. Il suo percorso formativo si è poi ampliato attraverso gli studi artistici: dopo il liceo artistico ha approfondito la scultura all’Accademia di Belle Arti di Napoli, per dedicarsi successivamente all’illustrazione presso la Scuola Italiana di Comix. Questa formazione multidisciplinare è fondamentale per comprendere il suo linguaggio creativo: nella sua produzione convivono infatti modellazione tridimensionale, sensibilità grafica, ricerca sulla forma e attenzione alla narrazione visiva.

La ceramica come linguaggio personale

Per Elisabetta D’Arienzo la ceramica non è soltanto una tecnica artigianale, ma un vero strumento di espressione personale. Nel suo percorso, l’argilla diventa materia da plasmare, deformare e reinterpretare. La tradizione vietrese costituisce il punto di partenza, mentre la ricerca contemporanea permette all’artista di sviluppare forme inaspettate, spesso sinuose e volutamente anticonvenzionali. Homo Faber sottolinea proprio questa capacità di coniugare metodi e tecniche artigianali tradizionali con forme eccentriche e contemporanee, individuando nella natura e nell’esoterismo alcune delle fonti ricorrenti della sua ricerca.

Una cifra stilistica riconoscibile

Il tratto distintivo delle opere di D’Arienzo è la capacità di trasformare la ceramica in una sorta di scultura abitabile dalla fantasia, nella quale il vaso, l’oggetto decorativo o la forma funzionale possono diventare creature, corpi, simboli e presenze fantastiche. Tra i temi ricorrenti compaiono elementi naturali, forme organiche, creature marine e strutture tentacolari. Le sue opere Métis e Materia mediterranea, presentate da Homo Faber, ne sono esempi particolarmente significativi: nel primo caso i tentacoli diventano la base stessa della scultura-vaso; nel secondo una trama tentacolare caratterizza l’imboccatura del manufatto. La ceramista utilizza così argilla, smalti, incisione, texture e modellazione per costruire un vocabolario visivo nel quale il riferimento alla tradizione rimane presente senza trasformarsi in semplice replica del passato.

Tra Vietri e contemporaneità

Il rapporto con Vietri sul Mare rappresenta un elemento centrale della sua identità artistica. D’Arienzo lavora all’interno di una comunità artigiana che ha fatto della ceramica una componente fondamentale della propria identità culturale, ma interpreta questo patrimonio attraverso una sensibilità contemporanea. La sua ricerca dimostra come la ceramica vietrese possa continuare a evolversi, mantenendo vivo il sapere manuale e introducendo al tempo stesso nuove forme, nuovi immaginari e nuove possibilità espressive. È proprio questa tensione tra memoria e innovazione, bottega e sperimentazione, artigianato e arte contemporanea a rendere particolarmente interessante il suo lavoro.

Il riconoscimento MAM – Maestro d’Arte e Mestiere

Nel 2022 Elisabetta D’Arienzo è stata inserita nel Libro d’Oro dei MAM – Maestri d’Arte e Mestiere della Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte, nella categoria Ceramica. La Fondazione documenta il suo percorso come scultrice, ceramista e illustratrice, ricordando anche le esperienze formative e l’attività didattica sviluppata negli anni. Il riconoscimento colloca quindi D’Arienzo all’interno di una rete nazionale di eccellenze dell’artigianato artistico italiano e valorizza non soltanto la qualità delle sue opere, ma anche la capacità di mantenere viva la cultura del saper fare, trasferendola alle nuove generazioni.

L’esperienza internazionale di Homo Faber

Il suo lavoro è inoltre presente nel circuito Homo Faber, progetto dedicato all’artigianato d’eccellenza promosso dalla Michelangelo Foundation. La scheda ufficiale di Homo Faber identifica Elisabetta D’Arienzo come Ceramicist e documenta il suo atelier di Vietri sul Mare, oltre a presentare alcune delle sue opere. Tra queste figurano Métis, Materia mediterranea, Ensō, My Dune e Carico emotivo, lavori che permettono di leggere concretamente l’evoluzione della sua ricerca formale. L’opera Carico emotivo, per esempio, è una scultura raffigurante un asino modellata manualmente in argilla rossa e decorata con antichi smalti vietresi, con l’applicazione finale di lustro oro.

La vocazione alla didattica

Un’altra componente importante della sua attività è rappresentata dalla formazione e dalla trasmissione delle tecniche ceramiche. La Fondazione Cologni documenta che dal 2016 D’Arienzo insegna tecniche di modellazione e decorazione ceramica presso l’Associazione B.A.R. e il centro culturale Fabrica di Vietri sul Mare. L’attività didattica diventa così parte integrante della sua missione professionale: insegnare a lavorare l’argilla significa infatti trasmettere non soltanto una tecnica, ma anche un metodo di osservazione, progettazione e libera espressione attraverso la materia.

Arte, inclusione e valore sociale

Particolarmente significativa è anche la dimensione sociale della sua attività. Nel 2022 la Fondazione Cologni documenta la realizzazione di laboratori ceramici rivolti a persone con disturbi intellettivi e del neurosviluppo, realizzati in collaborazione con la cooperativa sociale Icaro di Salerno. In questo contesto la ceramica assume una funzione che supera quella puramente artistica: diventa strumento di partecipazione, manualità, relazione e inclusione. È un aspetto che arricchisce il profilo di D’Arienzo e mostra come il mestiere d’arte possa avere anche una concreta dimensione educativa e sociale.

Progetti, mostre e valorizzazione del territorio

D’Arienzo ha inoltre sviluppato progetti dedicati alla promozione della ceramica contemporanea e alla valorizzazione della cultura artistica vietrese. Nel 2020 ha ideato Pottery in the City, performance di lavorazione artistica della ceramica realizzata nell’ambito di Buongiorno Ceramica, manifestazione nazionale promossa dall’Associazione Italiana Città della Ceramica. Nel 2022 ha inoltre organizzato a Vietri sul Mare l’esposizione-evento Sono tazza di te! – 100 smashing women designer, progetto dedicato alla creatività femminile. Più recentemente, nel 2024, Rai TGR Campania l’ha indicata come coordinatrice del progetto vietrese di Buongiorno Ceramica, manifestazione che ha trasformato il paese in un laboratorio ceramico a cielo aperto con l’obiettivo di avvicinare soprattutto le giovani generazioni ai segreti di questa antica arte.

Il centenario del “ciucciariello”

Un ulteriore progetto significativo è arrivato nel 2026 con le celebrazioni dedicate ai 100 anni del “ciucciariello”, uno dei simboli più riconoscibili della ceramica vietrese. Per l’iniziativa, ospitata presso il Museo della Ceramica Contemporanea di Palazzo Punzi, D’Arienzo ha assunto il coordinamento artistico e logistico di una mostra collettiva che ha coinvolto 30 artisti del territorio, chiamati a reinterpretare l’asinello vietrese attraverso sensibilità e linguaggi differenti. Il progetto rappresenta bene la sua idea di valorizzazione del patrimonio: non una celebrazione statica della tradizione, ma un’occasione per mettere in dialogo memoria, creatività contemporanea e nuove generazioni di ceramisti.

Una bottega aperta alla ricerca

Il suo atelier Little Freak, a Vietri sul Mare, è il luogo nel quale questa ricerca prende forma concreta. Homo Faber indica l’indirizzo dell’atelier in Via Ciroppoli 5, specificando che l’accesso è disponibile su appuntamento. La stessa piattaforma documenta la sua attività di ceramista e la sua vocazione alla condivisione del mestiere attraverso workshop e percorsi formativi. L’atelier può essere considerato quindi non soltanto uno spazio produttivo, ma un luogo di sperimentazione, progettazione, creazione e incontro, nel quale la tradizione artigiana viene reinterpretata attraverso un linguaggio personale.

Attitudini e competenze

Il profilo professionale di Elisabetta D’Arienzo si caratterizza per un insieme di competenze che attraversano differenti ambiti dell’arte e dell’artigianato:

  • modellazione e decorazione ceramica;
  • scultura e ricerca tridimensionale;
  • illustrazione e progettazione grafica;
  • sperimentazione di forme e superfici;
  • ricerca artistica contemporanea;
  • valorizzazione della tradizione ceramica vietrese;
  • progettazione e realizzazione di workshop;
  • didattica e trasmissione delle tecniche artigianali;
  • progetti culturali e mostre collettive;
  • laboratori con finalità inclusive e sociali.

È proprio la combinazione di queste competenze a rendere il suo percorso particolarmente significativo nel panorama dell’artigianato artistico italiano contemporaneo.

Mission: custodire la tradizione trasformandola

La missione artistica di Elisabetta D’Arienzo può essere sintetizzata nella volontà di mantenere vivo il sapere ceramico di Vietri attraverso la ricerca e l’interpretazione contemporanea. La tradizione non viene considerata come un limite, ma come una materia da conoscere profondamente per poterla trasformare. Le tecniche manuali rimangono fondamentali, mentre forme, soggetti e linguaggi possono cambiare. Il risultato è una ceramica che dialoga con arte contemporanea, design, illustrazione e cultura mediterranea, mantenendo riconoscibile il legame con il territorio.

Una nuova generazione di maestri d’arte

Elisabetta D’Arienzo incarna quindi una figura di maestra artigiana contemporanea capace di riunire produzione artistica, formazione, divulgazione e impegno culturale. La sua storia racconta una generazione di artigiani che non si limita a conservare le tecniche del passato, ma le utilizza per costruire nuovi alfabeti creativi. A Vietri sul Mare, tra argilla, smalti, forme organiche e suggestioni mediterranee, il suo lavoro dimostra come la ceramica artistica italiana possa continuare a essere contemporanea senza perdere il proprio radicamento. È questa capacità di tenere insieme artigianato e innovazione, identità territoriale e ricerca, manualità e immaginazione, arte e inclusione a definire il valore più autentico del percorso di Elisabetta D’Arienzo.

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