GIUSEPPE MANTELLA

Restauratore, studioso e protagonista della tutela del patrimonio storico-artistico

Giuseppe Mantella è un restauratore italiano specializzato nella conservazione e nel recupero dei beni storico-artistici, con una lunga esperienza maturata attraverso interventi su opere di grande rilevanza artistica e culturale. La sua attività professionale si sviluppa all’interno di un settore nel quale competenza tecnica, ricerca storico-artistica, diagnostica e conoscenza dei materiali devono procedere insieme. Il restauro, nella sua esperienza, non significa infatti soltanto recuperare l’aspetto estetico di un’opera, ma comprenderne la storia, documentarne la materia e conservarne l’autenticità per le generazioni future. Accanto all’attività professionale, Mantella ha costruito un importante percorso di valorizzazione culturale legato alla Cittadella Vescovile di Gerace, al Museo Diocesano e al patrimonio della Diocesi di Locri-Gerace.

Un professionista della conservazione

La carriera di Mantella si distingue per l’attenzione rivolta a opere e manufatti appartenenti a epoche e contesti differenti. Tra gli interventi documentati figura il lavoro sul Monumento onorario di papa Urbano VIII Barberini di Gian Lorenzo Bernini, per il quale Mantella ha partecipato alle attività di progetto, coordinamento delle indagini diagnostiche e completamento degli interventi conservativi. Un altro intervento di particolare rilievo è quello sulla Cappella Cornaro con l’Estasi di Santa Teresa d’Avila di Bernini, nella chiesa romana di Santa Maria della Vittoria. Il restauro, eseguito dalla ditta Giuseppe Mantella Restauri, ha contribuito al recupero della leggibilità e della qualità cromatica di uno dei capolavori più celebri del Barocco italiano. Queste esperienze collocano il suo percorso professionale nel cuore della conservazione del patrimonio artistico italiano.

Il rapporto con Mattia Preti

Tra gli ambiti di maggiore specializzazione di Mantella figura anche lo studio e il restauro delle opere di Mattia Preti, uno dei grandi protagonisti della pittura italiana del Seicento. Nel 2025 il suo laboratorio ha realizzato il restauro de Il ritorno del figliol prodigo di Mattia Preti, dipinto conservato nella Pinacoteca Civica di Reggio Calabria e inserito nella XX edizione del progetto Restituzioni. La scheda ufficiale dell’opera identifica Giuseppe Mantella come restauratore, sotto la direzione della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio competente. Il Ministero della Cultura ha inoltre pubblicato nel 2025 l’autorizzazione relativa all’intervento di restauro dell’opera, confermando il coinvolgimento della ditta Giuseppe Mantella Restauri nel progetto. Il lavoro su Preti rappresenta un esempio significativo di come il restauro possa diventare anche uno strumento di conoscenza: la pulitura, le indagini e l’analisi della tecnica esecutiva permettono infatti di comprendere meglio la storia dell’opera e le sue trasformazioni nel tempo.

Gerace e la Cittadella Vescovile

Il nome di Giuseppe Mantella è strettamente legato a Gerace, uno dei centri storici più importanti della Calabria e luogo di straordinaria ricchezza storico-artistica. Dal 2019 ricopre il ruolo di Direttore della Deputazione della Cittadella Vescovile di Gerace, oltre a essere collegato alle attività del Museo Diocesano e della Basilica Concattedrale. La Cittadella è diventata nel corso degli anni uno spazio nel quale conservazione, formazione, ricerca e divulgazione possono incontrarsi. L’obiettivo non è soltanto custodire le opere, ma creare attorno al patrimonio una comunità di studiosi, restauratori, studenti e visitatori.

Il progetto Arte e Fede

Uno dei progetti maggiormente identificativi del suo percorso è Arte e Fede nella Diocesi di Locri-Gerace, ideato da Mantella e sviluppato insieme alla Diocesi e a numerose istituzioni accademiche e culturali. Il progetto nasce con una finalità precisa: conoscere, studiare, recuperare, restaurare, conservare e valorizzare il patrimonio storico-artistico di carattere sacro presente nelle chiese e nei santuari della diocesi. L’iniziativa utilizza un approccio interdisciplinare nel quale restauratori, storici dell’arte, architetti, diagnostici, archivisti e studenti possono lavorare insieme. La filosofia del progetto supera quindi l’idea del restauro come intervento isolato. Ogni opera viene inserita nel proprio contesto storico, religioso, artistico e territoriale.

Un cantiere-scuola per le nuove generazioni

Uno degli aspetti più interessanti di Arte e Fede è la sua dimensione formativa. A Gerace studenti e giovani professionisti hanno avuto la possibilità di confrontarsi direttamente con opere, materiali, metodologie conservative e problemi concreti di cantiere. Nel 2024 il progetto è arrivato alla IX edizione, coinvolgendo studenti e professionisti provenienti da istituti di formazione italiani ed europei e concentrando parte delle attività sui paramenti sacri del Santuario della Madonna della Montagna di Polsi e sulla scultura lignea policroma della Pietà proveniente da San Luca. La formazione sul campo diventa così una componente fondamentale della tutela: imparare il restauro significa anche imparare a leggere un’opera, rispettarne la materia e comprenderne la storia.

Conservazione e ricerca

L’approccio di Mantella si fonda sulla convinzione che conservare significhi prima di tutto conoscere. Per questo le attività di restauro sono accompagnate da indagini, documentazione, studio dei materiali e confronto con specialisti di discipline differenti. Il progetto Arte e Fede ha adottato proprio questa impostazione interdisciplinare, coinvolgendo competenze differenti per ricostruire la storia delle opere, la loro composizione materica e il loro stato di conservazione. Il risultato è una metodologia che unisce restauro, diagnostica, storia dell’arte, ricerca e valorizzazione.

Le opere dimenticate che tornano alla comunità

Uno degli elementi più importanti del lavoro sviluppato a Gerace riguarda la possibilità di riportare all’attenzione opere che per lungo tempo sono rimaste poco conosciute o scarsamente valorizzate. Attraverso gli interventi di studio e restauro, manufatti presenti in chiese e santuari della Diocesi di Locri-Gerace vengono documentati, recuperati e, quando possibile, restituiti alla loro funzione o presentati al pubblico attraverso esposizioni. Il progetto ha infatti prodotto anche mostre tematiche, trasformando il lavoro conservativo in un’occasione di divulgazione culturale e partecipazione del territorio.

Mostre e valorizzazione

Nel 2019 Mantella ha curato, insieme ad altri studiosi, la mostra “Tra Arte e Fede. Immagini dei Santi Taumaturghi in Calabria dal XVI al XIX secolo”, allestita presso il Museo Diocesano di Gerace. L’esposizione nasceva proprio dall’attività di studio e restauro sviluppata negli anni precedenti attraverso il progetto Arte e Fede. È un modello significativo: il restauro non si conclude con la conclusione dei lavori, ma può diventare il punto di partenza per una nuova narrazione dell’opera.

La dimensione europea

L’esperienza di Gerace si è progressivamente aperta anche alla dimensione europea. Nel 2024 Giuseppe Mantella ha coordinato Adele-RS, progetto realizzato da otto organizzazioni di quattro Paesi europei – Italia, Malta, Portogallo e Romania – e finanziato nell’ambito del programma Erasmus. L’iniziativa ha avuto come obiettivo lo sviluppo di un sistema avanzato di formazione e specializzazione per laureati nel settore del restauro e della conservazione dei beni culturali. I risultati del progetto sono stati presentati proprio alla Cittadella Vescovile di Gerace. Questa esperienza rafforza la vocazione internazionale del percorso di Mantella e dimostra come un piccolo centro storico calabrese possa diventare un luogo di formazione e confronto per professionisti provenienti da diversi Paesi.

Gerace come laboratorio culturale

La Cittadella Vescovile rappresenta quindi molto più di un luogo espositivo. Nel progetto di Mantella diventa un laboratorio permanente di conservazione, formazione e ricerca, capace di mettere in relazione patrimonio locale e competenze internazionali. La scelta di lavorare sul patrimonio della Diocesi di Locri-Gerace ha anche un’importante ricaduta territoriale: recuperare un dipinto, una scultura, un manufatto liturgico o un elemento architettonico significa restituire valore alla storia delle comunità che li hanno conservati.

Tutela del patrimonio e identità territoriale

Il lavoro di Mantella assume particolare importanza in Calabria, una regione caratterizzata da una straordinaria stratificazione di culture, religioni, tradizioni artistiche e testimonianze archeologiche. La conservazione del patrimonio diventa in questo contesto anche uno strumento per rafforzare la memoria dei luoghi e l’identità delle comunità. Gerace rappresenta perfettamente questa prospettiva: il patrimonio storico e religioso non viene considerato come una realtà immobile, ma come una risorsa capace di generare conoscenza, formazione, turismo culturale e nuove opportunità di partecipazione.

Le sue principali competenze

Il profilo professionale di Giuseppe Mantella può essere ricondotto a diverse aree di competenza:

  • restauro e conservazione dei beni culturali;
  • restauro di dipinti e opere storico-artistiche;
  • conservazione preventiva;
  • studio dei materiali e delle tecniche artistiche;
  • indagini diagnostiche e documentazione;
  • valorizzazione del patrimonio ecclesiastico;
  • curatela di mostre ed esposizioni;
  • formazione di giovani restauratori e operatori culturali;
  • coordinamento di progetti interdisciplinari;
  • collaborazione con università e istituzioni culturali italiane ed europee.

Attitudini e metodo

Il percorso professionale di Mantella evidenzia soprattutto una forte capacità di mettere insieme manualità, ricerca scientifica e visione culturale. Il restauratore non è soltanto colui che interviene fisicamente sull’opera: è anche un interprete capace di leggere le tracce lasciate dal tempo. A questa competenza tecnica si affianca una marcata attitudine alla formazione. Il progetto Arte e Fede dimostra infatti una particolare attenzione alla trasmissione delle conoscenze e alla creazione di occasioni concrete per le nuove generazioni. Un altro tratto distintivo è la capacità di costruire reti tra soggetti differenti: diocesi, soprintendenze, università, accademie, istituzioni pubbliche e associazioni culturali.

La mission

La mission di Giuseppe Mantella può essere sintetizzata in una parola: restituire. Restituire un’opera alla sua leggibilità, restituire un frammento alla storia, restituire un patrimonio alla comunità e trasmettere competenze alle generazioni che dovranno occuparsi della sua conservazione. Il suo lavoro dimostra come il restauro possa diventare una forma concreta di responsabilità culturale. Non si tratta soltanto di salvare ciò che rimane del passato, ma di creare le condizioni perché quel patrimonio continui a parlare nel presente.

Un patrimonio che diventa futuro

L’esperienza di Giuseppe Mantella racconta un’idea contemporanea di tutela: conservare significa studiare, formare, condividere e valorizzare. Dai grandi capolavori del Barocco agli oggetti d’arte sacra custoditi nelle comunità calabresi, il filo conduttore rimane la volontà di comprendere l’opera prima di intervenire su di essa e di trasformare il restauro in un processo di conoscenza. Gerace rappresenta oggi il luogo nel quale questa filosofia trova una delle sue espressioni più significative. La Cittadella Vescovile, il Museo Diocesano e il patrimonio della Diocesi di Locri-Gerace diventano così non soltanto luoghi della memoria, ma spazi di ricerca, formazione e produzione culturale.

Giuseppe Mantella oggi

Il suo percorso continua a muoversi tra restauro, ricerca, formazione e valorizzazione. Da un lato l’attività professionale lo porta a confrontarsi con opere di grande rilevanza storico-artistica; dall’altro il lavoro a Gerace amplia la sua responsabilità verso un intero patrimonio territoriale. È proprio questa doppia dimensione – il grande capolavoro e l’opera meno conosciuta, il restauro specialistico e la formazione, la tutela e la divulgazione – a definire il profilo di Giuseppe Mantella. Un professionista che ha fatto della conservazione del patrimonio non soltanto una professione, ma una missione culturale rivolta al futuro.

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