Esperienza e determinazione per la rinascita di Visso Rosella Sensi è la sindaca di Visso, borgo del Maceratese nel cuore dei Monti Sibillini. Eletta nel giugno 2024 alla guida della lista civica Cambiare insieme, porta nell’amministrazione comunale un percorso professionale e manageriale maturato ai massimi livelli dello sport italiano, dove ha ricoperto anche la presidenza dell’AS Roma. Il suo profilo rappresenta un’interessante combinazione tra esperienza gestionale, capacità di relazione, leadership e conoscenza del territorio. La scelta di impegnarsi direttamente per Visso assume inoltre un particolare significato familiare: prima di lei, il nonno Silvio e il padre Franco Sensi avevano ricoperto il ruolo di sindaco del borgo. Una leadership maturata nel mondo dello sport La precedente esperienza alla guida dell’AS Roma ha contribuito a costruire in Sensi competenze nel management, nella gestione di organizzazioni complesse, nella comunicazione istituzionale e nelle relazioni con differenti interlocutori. Sono competenze che oggi vengono trasferite in un contesto completamente diverso, quello di un piccolo Comune alle prese con una delle più impegnative sfide amministrative degli ultimi decenni: la ricostruzione dopo il terremoto del 2016. La grande sfida della ricostruzione È proprio sulla rinascita di Visso che si concentra una parte fondamentale dell’azione amministrativa di Sensi. Il suo mandato si svolge infatti nel momento in cui la ricostruzione del centro storico sta passando dalla fase progettuale a quella operativa. Nel gennaio 2026 sono iniziati i lavori per il recupero di Palazzo Santissima Trinità, mentre nel luglio dello stesso anno è stato consegnato il cantiere di Palazzo dei Priori, storico cuore amministrativo e identitario della città. Per Sensi, l’apertura di quest’ultimo cantiere rappresenta un passaggio decisivo per restituire vita al centro storico. Una sindaca protagonista del dialogo istituzionale Uno degli aspetti che caratterizzano il suo ruolo è la capacità di lavorare attraverso il confronto e la collaborazione con Regione Marche, struttura commissariale, Ufficio speciale per la ricostruzione e organismi tecnici. Questa attività richiede capacità di coordinamento, visione amministrativa e costante attenzione alle esigenze della comunità. Nel 2026 Sensi ha inoltre partecipato al confronto sulle problematiche legate alla ricostruzione privata e alla mitigazione del rischio idrogeologico, sostenendo la necessità di accelerare gli interventi senza rinunciare alla sicurezza del territorio. Dalla ricostruzione alla rigenerazione urbana La sua visione non riguarda soltanto il recupero degli edifici danneggiati. La ricostruzione viene interpretata come un’opportunità per restituire servizi, socialità, attività economiche e attrattività al centro di Visso. È significativo, in questo senso, il progetto per la ricostruzione del bocciodromo comunale: un intervento da oltre 1,4 milioni di euro concepito non soltanto per ricreare un impianto sportivo moderno e sicuro, ma anche per offrire alla comunità un nuovo luogo di aggregazione. Analogamente, il recupero della chiesa e del Palazzo San Giacomo punta a restituire alla piazza funzioni culturali, sociali e di incontro, confermando l’idea di una ricostruzione capace di ricucire il tessuto urbano e comunitario. Una leadership con lo sguardo al futuro Il valore aggiunto del percorso di Rosella Sensi sta nella capacità di mettere a disposizione di un territorio ferito una consolidata esperienza di leadership, organizzazione e gestione delle relazioni. La sua amministrazione si trova davanti a una sfida complessa: ricostruire edifici e infrastrutture, ma contemporaneamente ricostruire fiducia, servizi, opportunità economiche e prospettive per i cittadini. La missione della sindaca è quindi quella di accompagnare Visso verso una nuova fase, nella quale il patrimonio storico e naturalistico dei Sibillini possa tornare a rappresentare un motore di turismo, economia locale, cultura e qualità della vita. Approfondimento: Comune di Visso – Amministrazione e politici
MARISA LAROSA
Dalla cultura al turismo per il rilancio di Gerace Marisa Larosa è Assessora alla Cultura e al Turismo del Comune di Gerace, in provincia di Reggio Calabria, con un incarico che unisce valorizzazione culturale, promozione turistica e sviluppo territoriale. È entrata formalmente in carica il 19 giugno 2024, dopo le elezioni amministrative dello stesso mese. Profilo istituzionale del Comune di Gerace Accanto a Cultura e Turismo, le sue deleghe comprendono Eventi e Marketing, Comunicazioni Istituzionali, Politiche Femminili e Parità di Genere. Un insieme di competenze che colloca la sua attività all’incrocio tra amministrazione pubblica, comunicazione, promozione territoriale e costruzione di nuove opportunità per la comunità. Cultura come strumento di sviluppo Nel suo ruolo istituzionale, Larosa interpreta la cultura non soltanto come tutela del patrimonio, ma come leva di attrattività e crescita del territorio. Gerace, uno dei borghi storici più importanti della Calabria, diventa così il centro di una strategia che mette in relazione patrimonio storico-artistico, iniziative culturali, turismo e identità locale. Tra gli ambiti più significativi del suo mandato rientra il lavoro collegato ai fondi PNRR Borghi, con l’obiettivo di sostenere progettualità capaci di contrastare lo spopolamento e rafforzare la competitività del borgo. Il progetto “Porta del Sole” Particolare rilievo assume il progetto “Porta del Sole”, pensato come intervento pilota per affrontare il fenomeno dello spopolamento e valorizzare le risorse storiche, culturali e paesaggistiche di Gerace. La progettualità è stata portata anche all’attenzione di contesti nazionali dedicati alle politiche culturali e allo sviluppo dei territori, tra cui ArtLab, evidenziando una visione che punta a mettere Gerace in dialogo con esperienze e reti oltre i confini regionali. Eventi, cultura e partecipazione Un’altra componente importante dell’attività di Marisa Larosa riguarda la programmazione culturale. Presentazioni editoriali, incontri con autori, conferenze e appuntamenti dedicati alla conoscenza e alla riflessione trovano spazio anche negli ambienti del Museo Civico di Gerace. La cultura diventa così occasione di incontro tra cittadini, visitatori, studiosi e protagonisti del panorama culturale, rafforzando il ruolo di Gerace come luogo di produzione e diffusione di contenuti. Turismo e promozione internazionale Sul fronte turistico, l’attività dell’assessorato è orientata a rafforzare la capacità di Gerace di intercettare nuovi visitatori e mercati internazionali. Particolare attenzione viene rivolta anche al Nord Europa, attraverso attività di promozione, relazioni con operatori del comparto e accoglienza di delegazioni e buyer turistici. Un approccio che punta a trasformare la ricchezza storico-culturale di Gerace in una proposta turistica strutturata e riconoscibile. Una visione tra identità e futuro Il profilo di Marisa Larosa si caratterizza quindi per un’attività istituzionale che collega cultura, turismo, marketing territoriale, comunicazione e sviluppo locale. La sua missione amministrativa guarda a Gerace come a un patrimonio da preservare, ma anche come a un territorio da raccontare, promuovere e proiettare verso il futuro, creando nuove occasioni di partecipazione e attrattività senza perdere il legame con la propria identità. Approfondimento: Comune di Gerace – Profilo di Marisa Larosa
GIOVANNI MAIRATI
Dalla memoria di Alessia a una missione internazionale di solidarietà Giovanni Mairati è il presidente e fondatore di Casa Alessia OdV, associazione nata a Novara nel 2006 con un obiettivo preciso: trasformare il ricordo della figlia Alessia in un progetto concreto di solidarietà, accoglienza e sostegno all’infanzia. La storia dell’associazione nasce da una tragedia familiare. Alessia, scomparsa a soli 16 anni insieme alla madre Paola in un incidente aereo, durante un viaggio di studio in Ecuador aveva conosciuto da vicino condizioni di forte povertà. Quell’esperienza aveva fatto maturare in lei il desiderio di aiutare i bambini più vulnerabili. Giovanni Mairati ha scelto di raccogliere quel desiderio e trasformarlo in una realtà capace di andare oltre il dolore. Casa Alessia, una missione che guarda ai più fragili Sotto la guida di Mairati, Casa Alessia OdV ha sviluppato negli anni progetti dedicati a bambini e persone in condizioni di fragilità, attraverso una rete fondata soprattutto sull’impegno dei volontari. L’attività dell’associazione si è progressivamente estesa oltre i confini italiani, raggiungendo realtà in Ecuador, Burundi, India e Nepal, oltre agli interventi realizzati in Italia. L’obiettivo è sostenere comunità e minori attraverso iniziative di accoglienza, educazione, assistenza e inclusione sociale. Dalla memoria all’impegno concreto La professionalità di Giovanni Mairati si esprime soprattutto nella capacità di trasformare un’esperienza personale drammatica in una visione organizzativa e solidale di lungo periodo. Il suo ruolo non è soltanto quello di rappresentare l’associazione, ma di accompagnarne la crescita, mantenendo centrale il valore umano da cui Casa Alessia è nata. Questa impostazione ha permesso all’organizzazione di costruire nel tempo una presenza riconoscibile nel mondo del volontariato e della cooperazione, coinvolgendo persone, sostenitori e realtà locali in iniziative rivolte ai bambini più bisognosi. Una rete di solidarietà che parte da Novara Novara rimane il punto di riferimento dell’associazione e il luogo da cui prende forma una rete di solidarietà che guarda anche alle emergenze e alle necessità di comunità lontane. Il percorso di Casa Alessia dimostra come una realtà nata da una vicenda profondamente personale possa diventare un progetto collettivo, capace di coinvolgere volontari e sostenitori e di dare continuità a un ideale di attenzione verso l’infanzia. La mission di Giovanni Mairati La missione che accompagna l’impegno di Giovanni Mairati può essere sintetizzata nella volontà di mantenere vivo il sogno di Alessia attraverso azioni concrete: aiutare i bambini più fragili, promuovere opportunità e dignità e costruire ponti di solidarietà tra Novara e comunità di altri Paesi. Una testimonianza di come il volontariato possa trasformare la memoria in responsabilità, partecipazione e speranza, dando a un sogno personale una dimensione internazionale. Approfondimenti: Casa Alessia OdV · La storia di Alessia
FRANCESCO CANGIOTTI
Manager e imprenditore tra montagna, turismo e moda Francesco Cangiotti è un imprenditore marchigiano con un percorso professionale caratterizzato da competenze trasversali e da una forte capacità di trasformare il territorio in progettualità turistica e imprenditoriale. È CEO e amministratore della società Funivie Bolognolaski, realtà che gestisce gli impianti di Bolognola Ski e Frontignano 360, due importanti poli della montagna marchigiana. Management e rilancio della montagna La sua esperienza nel settore degli impianti e del turismo montano si è sviluppata attraverso una strategia orientata alla diversificazione dell’offerta. L’obiettivo non è infatti limitare la fruizione della montagna alla sola stagione sciistica, ma costruire un’esperienza capace di vivere durante tutto l’anno. Sotto la gestione di Funivie Bolognolaski hanno trovato spazio attività come e-bike, escursioni, bike park, servizi outdoor, ristorazione, eventi e iniziative dedicate al tempo libero. Una visione che interpreta la montagna come destinazione turistica quattro stagioni e come risorsa economica e sociale per il territorio. Bolognola Ski e Frontignano 360 A Bolognola Cangiotti ha partecipato al percorso di rilancio della stazione sciistica, con investimenti e innovazioni nei servizi destinati agli sciatori e alle famiglie. La sua attività manageriale si è poi estesa a Frontignano di Ussita, ampliando il raggio operativo della società e creando una proposta integrata tra i due versanti dei Monti Sibillini. Nel dicembre 2024 ANSA ha raccontato l’avvio della stagione invernale di Bolognola e Frontignano, riportando proprio le parole di Cangiotti nella sua veste di CEO della società che gestisce entrambi i comprensori. ZChalet: ospitalità, eventi e lifestyle Un altro progetto rappresentativo della sua attività è ZChalet Mountain Club, struttura collocata a Pintura di Bolognola che combina accoglienza, ristorazione, musica e intrattenimento. Il progetto interpreta la montagna anche come luogo di socialità e lifestyle, con attività après-ski, DJ set ed eventi. Questa dimensione racconta bene l’attitudine imprenditoriale di Cangiotti: creare esperienze, non soltanto servizi, mettendo in relazione sport, natura, gastronomia, musica e convivialità. Dalla montagna alla moda di lusso Il suo percorso professionale non si ferma al turismo. Cangiotti è infatti tra i fondatori di Zanchetti, brand italiano di borse e accessori di lusso nato nel 2011 insieme a Giacomo Zanchetti. Il marchio punta sull’incontro tra artigianalità italiana, innovazione, ricerca estetica e lavorazione della pelle, con una forte identità legata alle Marche. Si delinea così un profilo imprenditoriale originale, capace di muoversi tra comparti differenti mantenendo un elemento comune: la valorizzazione del Made in Italy, del territorio e della qualità. Zanchetti porta questa filosofia nel mondo della moda e della pelletteria contemporanea, mentre Bolognola Ski e Frontignano la declinano nel turismo outdoor e nell’esperienza di montagna. Formazione e competenze La sua formazione e le sue esperienze comprendono inoltre attività nel campo della meteorologia, degli impianti a fune e degli studi tecnici. Nel profilo professionale sono indicate esperienze nel servizio meteorologico, nelle stazioni invernali e in ambito tecnico, competenze che si integrano con l’attuale attività manageriale. Una mission legata al territorio La cifra distintiva di Francesco Cangiotti è quindi la capacità di unire imprenditoria, innovazione, turismo, sport e valorizzazione territoriale. Dalla montagna dei Sibillini alla moda di lusso, i suoi progetti condividono una stessa direzione: trasformare risorse locali e competenze specialistiche in iniziative capaci di generare attrattività, occupazione, identità e nuove opportunità. Approfondimenti: Bolognola Ski · Zanchetti · ZChalet
ANTONELLA MIGGIANO
Tra direzione artistica e progettazione culturale Antonella Miggiano è una figura di riferimento nella progettazione culturale legata al teatro e alla danza contemporanea a Milano. Direttrice artistica e Project Manager di PimOff, spazio culturale dedicato alla ricerca scenica, affianca alla direzione della programmazione un’attività di coordinamento, sviluppo progettuale e costruzione di reti nel settore della danza. Il ruolo al PimOff All’interno del Team di PimOff, Miggiano segue la direzione artistica e il project management, contribuendo a definire programmi, percorsi di ricerca, attività formative e iniziative rivolte alla comunità artistica e al pubblico. PimOff si presenta come una vera e propria “casa per gli artisti”, orientata alla sperimentazione e allo sviluppo di nuovi linguaggi teatrali e coreografici. La sua attività si inserisce quindi in un modello culturale che mette in relazione programmazione, produzione, formazione, residenze artistiche e valorizzazione dei talenti, con particolare attenzione alla danza contemporanea e alle pratiche performative. Citofonare PimOff e il sostegno alla ricerca Tra i progetti più significativi collegati alla direzione di PimOff figura Citofonare PimOff, bando internazionale dedicato alle residenze coreografiche. Il progetto offre a compagnie e artisti uno spazio di ricerca e sviluppo, affiancando alla residenza anche momenti di formazione, confronto con il pubblico e relazione con il territorio. Questa impostazione evidenzia una delle principali attitudini professionali di Miggiano: trasformare lo spazio culturale in un luogo di produzione di idee, incontro e crescita professionale, sostenendo i processi creativi oltre il semplice momento dello spettacolo. La rete Dance Card Antonella Miggiano è inoltre referente per la Rete Dance Card, progetto dedicato alla promozione e alla diffusione della danza contemporanea in Lombardia. La rete riunisce realtà della danza con l’obiettivo di ampliare i pubblici, favorire l’accessibilità e creare nuove occasioni di partecipazione attraverso spettacoli, masterclass, incontri ed eventi. Un impegno che si collega alla più ampia missione di rendere la danza contemporanea maggiormente riconoscibile, accessibile e presente nella vita culturale della città. Una visione aperta alla città Il percorso professionale di Antonella Miggiano si colloca così all’incrocio tra direzione artistica, project management, audience development, networking culturale e sostegno alla creatività contemporanea. Un approccio particolarmente significativo in una Milano che sta rafforzando il proprio ruolo di laboratorio per le arti performative. Nel 2026 Miggiano è stata infatti indicata tra i partecipanti alla conferenza stampa di Milano Danza, iniziativa promossa dal Comune di Milano e da DANCEHAUSpiù con la collaborazione della Rete Dance Card. Mission La sua attività può essere sintetizzata in una visione della cultura come spazio di ricerca, relazione e partecipazione: sostenere artisti e artiste, accompagnare i processi creativi, costruire progettualità condivise e avvicinare nuovi pubblici alla danza e al teatro contemporaneo. Approfondimenti: PimOff · Team PimOff · Citofonare PimOff
TOMMASO SACCHI
Assessore alla cultura, creatività e grandi eventi per Milano Un percorso tra arte, cultura e amministrazione Tommaso Sacchi è l’Assessore alla Cultura del Comune di Milano, nella Giunta guidata dal sindaco Giuseppe Sala. Nato a Milano, è curatore, docente e amministratore pubblico. Il suo percorso professionale si è sviluppato nel campo delle politiche culturali, della progettazione artistica e della gestione dei grandi eventi, con esperienze maturate sia a Milano sia a Firenze. La sua attività amministrativa si concentra sulla valorizzazione del patrimonio culturale della città, sul sostegno alla produzione artistica e creativa e sulla costruzione di una proposta culturale capace di coinvolgere il centro e i quartieri. Formazione e competenze Sacchi è laureato in Scienze della Comunicazione e ha completato la propria formazione nel Regno Unito con un master dedicato alle discipline culturali e sociali presso la Staffordshire University. La formazione interdisciplinare si riflette nel suo percorso professionale, caratterizzato dall’incontro tra comunicazione, arti, progettazione culturale e amministrazione pubblica. Questa combinazione di competenze lo ha portato a lavorare alla costruzione di iniziative culturali, festival, programmi artistici e progetti di valorizzazione urbana. Il primo legame con Milano Il rapporto con l’amministrazione culturale milanese precede l’attuale incarico. Tra il 2011 e il 2013, Sacchi ha collaborato con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Milano, partecipando alla progettazione e allo sviluppo iniziale di manifestazioni destinate a diventare appuntamenti importanti nel calendario culturale cittadino. Tra queste figurano Piano City Milano e BookCity Milano, due progetti che hanno contribuito a portare musica e letteratura in numerosi luoghi della città, coinvolgendo spazi pubblici, quartieri, istituzioni culturali e operatori privati. L’esperienza amministrativa a Firenze Tra il 2019 e il 2021 Sacchi ha ricoperto l’incarico di Assessore alla Cultura, Relazioni Internazionali, Moda e Design del Comune di Firenze. L’esperienza fiorentina gli ha permesso di confrontarsi con una città caratterizzata da un patrimonio artistico e culturale di rilevanza internazionale, ma anche con la necessità di organizzare una programmazione contemporanea capace di dialogare con residenti, operatori culturali e visitatori. Durante quel periodo ha inoltre seguito l’Estate Fiorentina, contribuendo alla programmazione di cinque edizioni. L’Estate Fiorentina L’esperienza con l’Estate Fiorentina rappresenta uno degli elementi più significativi del suo percorso nella gestione dei grandi programmi culturali urbani. Il modello delle manifestazioni diffuse permette di utilizzare piazze, cortili, spazi pubblici, teatri e altri luoghi della città come scenari per spettacoli, musica, incontri e iniziative culturali. La cultura viene così portata fuori dagli spazi tradizionali, creando una rete di appuntamenti distribuiti sul territorio. La Fondazione Teatro della Toscana Nel percorso fiorentino Sacchi ha ricoperto anche la presidenza della Fondazione Teatro della Toscana, istituzione che comprende realtà teatrali di rilievo come il Teatro della Pergola. L’esperienza nel settore teatrale ha ampliato ulteriormente il suo profilo, affiancando alla progettazione culturale la gestione e la valorizzazione delle istituzioni dello spettacolo dal vivo. Il ritorno a Milano Dopo l’esperienza amministrativa a Firenze, Sacchi è tornato nella sua città assumendo la responsabilità dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Milano. Il suo incarico si sviluppa in una città che presenta un ecosistema culturale particolarmente articolato: musei, teatri, biblioteche, fondazioni, festival, gallerie, cinema, musica dal vivo, design e industrie creative. La sfida amministrativa consiste nel mettere in relazione questa pluralità di soggetti e nel costruire una programmazione capace di raggiungere pubblici differenti. Cultura diffusa e periferie Uno dei temi centrali della sua attività riguarda la diffusione della cultura nei quartieri. L’obiettivo è rafforzare una concezione della cultura non limitata al centro storico, ma presente in modo capillare anche nelle periferie. In questo quadro si inserisce Milano è Viva, palinsesto di iniziative culturali e spettacoli distribuiti sul territorio. Concerti, teatro, cinema, danza, incontri e attività artistiche possono diventare strumenti di animazione urbana e di partecipazione, creando nuove occasioni di incontro tra cittadini e operatori culturali. Biblioteche e accesso alla cultura Un altro asse importante riguarda il sistema delle biblioteche. Le biblioteche comunali non sono soltanto luoghi dedicati al prestito dei libri, ma possono funzionare come spazi di studio, incontro, formazione, accesso all’informazione e partecipazione culturale. L’amministrazione punta quindi al potenziamento della rete bibliotecaria e all’ampliamento degli spazi dedicati alla lettura e alla cultura nei quartieri. La BEIC Tra i grandi progetti culturali milanesi assume un ruolo particolare la Biblioteca Europea di Informazione e Cultura, BEIC. La nuova biblioteca è concepita come una grande infrastruttura culturale destinata a rafforzare l’offerta bibliotecaria e documentaria della città. Il progetto si inserisce nella strategia di ampliamento dell’accesso alla conoscenza e di costruzione di nuovi luoghi culturali contemporanei. Milano città delle Week Un altro elemento della strategia culturale milanese riguarda il sistema delle Week. Milano ha costruito negli anni una forte identità internazionale attraverso manifestazioni dedicate a design, moda, arte, musica, libri e innovazione. Il compito dell’amministrazione è consolidare questa rete di appuntamenti, favorendo la collaborazione tra istituzioni pubbliche, imprese creative, associazioni e operatori culturali. La cultura diventa così anche uno strumento di posizionamento internazionale della città. Musica e spettacolo dal vivo Tra i settori seguiti dall’assessorato rientra anche la valorizzazione della musica dal vivo. Milano dispone di una rete articolata di locali, club, sale da concerto, festival e spazi indipendenti. La tutela e la valorizzazione di questo ecosistema rappresentano una componente importante della vita culturale cittadina, soprattutto per le nuove generazioni e per la produzione musicale contemporanea. Teatro e nuove rassegne Il teatro rappresenta un’altra componente significativa delle politiche culturali milanesi. Accanto alla rete delle istituzioni teatrali consolidate, l’amministrazione sostiene la crescita di nuove iniziative e rassegne. Tra i progetti più recenti figura la prima edizione di Milano Teatro City, pensata per valorizzare la presenza del teatro nella vita culturale della città e favorire la partecipazione di un pubblico più ampio. Palazzo Reale e le grandi mostre Milano ha inoltre in Palazzo Reale uno dei principali luoghi dedicati alle esposizioni temporanee. Il calendario delle mostre rappresenta una componente importante dell’offerta culturale della città, mettendo in relazione arte antica, moderna e contemporanea, fotografia e grandi protagonisti della cultura internazionale. La programmazione espositiva contribuisce a rafforzare il ruolo di Milano come destinazione culturale e luogo di produzione e
PAOLO VERONESI
Professore in ricerca oncologica, chirurgia e cultura della prevenzione con un percorso tra medicina, ricerca e divulgazione Paolo Veronesi, nato a Milano nel 1961, è chirurgo, ricercatore e docente universitario. Dal 2005 è presidente della Fondazione Umberto Veronesi ETS, organizzazione nata per sostenere la ricerca scientifica e promuovere la cultura della prevenzione.Figlio dell’oncologo Umberto Veronesi, ha sviluppato il proprio percorso professionale nel campo della chirurgia oncologica, con una particolare specializzazione nella diagnosi e nel trattamento delle patologie della mammella.La sua attività si sviluppa lungo tre direttrici strettamente collegate: assistenza clinica, ricerca scientifica e divulgazione, con l’obiettivo di trasferire i risultati della ricerca nella pratica medica e nella consapevolezza dei cittadini. La specializzazione nella senologia Una parte centrale della carriera di Paolo Veronesi è dedicata alla senologia chirurgica e al trattamento del carcinoma mammario. Presso l’Istituto Europeo di Oncologia (IEO) di Milano dirige il Programma Senologia e la Divisione di Senologia Chirurgica. Nel corso della sua attività ha partecipato allo sviluppo e alla diffusione di tecniche innovative nella chirurgia della mammella, contribuendo all’evoluzione di un modello terapeutico sempre più orientato alla personalizzazione delle cure e alla riduzione dell’impatto degli interventi. Tra gli ambiti nei quali ha maturato una specifica esperienza figurano la chirurgia conservativa della mammella, la biopsia del linfonodo sentinella e la radioterapia intraoperatoria. Chirurgia conservativa e qualità delle cure L’evoluzione della chirurgia oncologica della mammella ha progressivamente spostato l’attenzione dalla sola rimozione della malattia alla ricerca di un equilibrio tra efficacia oncologica e qualità della vita. In questo percorso la chirurgia conservativa ha rappresentato un passaggio importante, consentendo in determinate condizioni di intervenire sulla lesione mantenendo quanto più possibile l’integrità della mammella. L’esperienza maturata da Veronesi in questo settore si inserisce nella tradizione della scuola senologica milanese e nell’attività di ricerca clinica sviluppata all’interno dello IEO. Il linfonodo sentinella Un altro ambito significativo della sua attività riguarda la biopsia del linfonodo sentinella, procedura che consente di valutare l’eventuale coinvolgimento dei linfonodi ascellari in pazienti selezionate. L’introduzione e la diffusione di tecniche meno invasive hanno contribuito a modificare il percorso chirurgico di molte pazienti con tumore della mammella, riducendo in determinati casi la necessità di interventi linfonodali più estesi. La ricerca in questo settore rappresenta uno degli esempi del collegamento tra innovazione chirurgica, ricerca clinica e attenzione alla qualità della vita. La radioterapia intraoperatoria Tra le innovazioni sviluppate nel campo della terapia del tumore della mammella rientra anche la radioterapia intraoperatoria. Questa modalità permette, in specifiche situazioni cliniche, di somministrare una dose di radioterapia direttamente durante l’intervento chirurgico. L’approccio fa parte di una progressiva personalizzazione dei trattamenti oncologici, nei quali la scelta terapeutica viene calibrata sulle caratteristiche della malattia e della paziente. La ricerca scientifica L’attività clinica di Paolo Veronesi è affiancata da una consistente produzione scientifica. Nel corso della sua carriera ha firmato oltre 400 pubblicazioni scientifiche, oltre a contributi e capitoli dedicati alla chirurgia oncologica e alla senologia. La ricerca rappresenta una componente fondamentale del suo percorso: lo studio dei tumori della mammella, delle strategie chirurgiche e dei percorsi terapeutici si integra con l’attività quotidiana svolta nei centri oncologici. Il passaggio dalla ricerca alla pratica clinica costituisce uno degli elementi centrali della medicina contemporanea, dove nuove conoscenze e tecnologie vengono progressivamente trasformate in strumenti diagnostici e terapeutici. L’attività accademica Paolo Veronesi è Professore Ordinario di Chirurgia Generale presso l’Università degli Studi di Milano. L’attività universitaria affianca quella clinica e scientifica, contribuendo alla formazione delle nuove generazioni di medici e specialisti. L’insegnamento rappresenta infatti un ulteriore elemento del suo percorso professionale: trasmettere conoscenze, esperienza chirurgica e metodo scientifico significa contribuire alla crescita della cultura medica e alla preparazione dei futuri professionisti della salute. La presidenza della Fondazione Umberto Veronesi ETS Dal 2005, Paolo Veronesi è presidente della Fondazione Umberto Veronesi ETS. La Fondazione opera nel campo della promozione della ricerca scientifica e della divulgazione, sostenendo ricercatori e progetti dedicati alla prevenzione e alla conoscenza delle principali patologie. La presidenza rappresenta anche un elemento di continuità con il percorso avviato dal padre Umberto Veronesi, mantenendo centrale il rapporto tra ricerca, innovazione e diffusione della cultura scientifica. Attraverso borse di ricerca, iniziative di divulgazione e campagne di sensibilizzazione, la Fondazione si rivolge sia alla comunità scientifica sia al grande pubblico. Prevenzione e corretti stili di vita Accanto alla ricerca oncologica, la prevenzione costituisce uno dei principali temi dell’attività divulgativa della Fondazione. Alimentazione equilibrata, attività fisica, riduzione dei fattori di rischio e adesione ai programmi di screening rappresentano alcuni degli strumenti attraverso i quali è possibile promuovere una maggiore consapevolezza sulla salute. La prevenzione non sostituisce naturalmente la diagnosi e le cure mediche, ma costituisce una componente fondamentale delle strategie di salute pubblica. In questo ambito la divulgazione scientifica svolge una funzione importante: trasformare informazioni mediche complesse in contenuti comprensibili e accessibili. L’Accademia di Senologia Dal 2023 Paolo Veronesi è presidente dell’Accademia di Senologia. L’incarico rafforza il suo impegno nel campo della formazione e della ricerca dedicata alle patologie della mammella. La senologia contemporanea richiede infatti un approccio multidisciplinare, nel quale chirurghi, oncologi, radiologi, anatomopatologi, radioterapisti e altri specialisti collaborano alla definizione del percorso diagnostico e terapeutico. La divulgazione scientifica Paolo Veronesi ha affiancato alla ricerca e alla pratica clinica un’attività di divulgazione scientifica rivolta al grande pubblico. L’obiettivo della divulgazione è rendere accessibili temi complessi come prevenzione oncologica, diagnosi precoce, alimentazione, stili di vita e nuove terapie. Tra le sue pubblicazioni divulgative figura “Il bene delle donne”, scritto insieme a Eliana Liotta, volume dedicato alla salute femminile e ai principali fattori che possono contribuire al benessere delle donne. Il rapporto tra medicina e informazione La comunicazione della salute richiede particolare attenzione alla correttezza delle informazioni. Nel campo dell’oncologia, dove le persone e le famiglie possono trovarsi ad affrontare percorsi complessi, la divulgazione scientifica può contribuire a distinguere le informazioni basate su evidenze dalle comunicazioni non supportate da dati scientifici. L’attività divulgativa collegata alla Fondazione si inserisce proprio nella prospettiva di promuovere una maggiore cultura scientifica e sanitaria. Una carriera tra clinica, ricerca e formazione Il profilo professionale di Paolo Veronesi
PAOLA POLETTI
Assessora al commercio, turismo e valorizzazione del territorio di Carpi Un percorso tra commercio, associazionismo e amministrazione Paola Poletti è assessora del Comune di Carpi, componente della Giunta guidata dal sindaco Riccardo Righi dal giugno 2024Il suo percorso professionale e associativo è fortemente legato al tessuto economico della città. Per anni ha operato nel settore del commercio al dettaglio, gestendo una storica attività del centro di Carpi, e ha maturato una significativa esperienza all’interno di Confesercenti. Questa esperienza nel mondo delle attività economiche locali costituisce il background con cui affronta oggi il ruolo amministrativo, in particolare sui temi legati al commercio, alla promozione urbana, agli eventi e alla valorizzazione del territorio. Le deleghe dell’assessorato Nel quadro della Giunta comunale, Paola Poletti segue un insieme di competenze che mettono in relazione sviluppo economico, commercio, promozione della città, turismo e coesione territoriale. Le principali deleghe comprendono: Si tratta di ambiti strettamente collegati alla vita quotidiana della città e alla capacità di rendere attrattivi il centro storico, i quartieri e le frazioni. Il commercio come presidio urbano Uno dei temi centrali dell’attività di Poletti è il ruolo del commercio di vicinato. Negozi, pubblici esercizi e attività di servizio rappresentano infatti non soltanto realtà economiche, ma anche presidi sociali e punti di riferimento per residenti e visitatori. La valorizzazione delle attività commerciali si collega quindi alla qualità degli spazi pubblici, alla vivibilità del centro, alla sicurezza urbana e alla capacità di costruire occasioni di incontro. L’approccio punta al dialogo con gli operatori economici e con le associazioni di categoria, cercando di mettere in relazione esigenze imprenditoriali e obiettivi di sviluppo urbano. La promozione del centro storico Il centro storico di Carpi rappresenta uno dei principali ambiti di intervento. La strategia di valorizzazione comprende iniziative, progetti e strumenti di sostegno rivolti alle attività economiche e alla rigenerazione degli spazi urbani.L’obiettivo è favorire un centro vivo durante tutto l’anno, capace di unire commercio, cultura, eventi, turismo e socialità. In questa prospettiva, la promozione della città non viene considerata soltanto come attività di comunicazione, ma come un percorso che coinvolge operatori economici, associazioni, istituzioni e cittadini. Eventi come strumento di attrattività Una parte significativa delle deleghe riguarda il calendario degli eventi cittadini. Manifestazioni culturali, iniziative commerciali, appuntamenti enogastronomici e rassegne rappresentano occasioni per animare gli spazi pubblici e aumentare la capacità attrattiva della città. Tra gli appuntamenti inseriti nel calendario di Carpi figurano LaCarpiEstate, la Festa del Racconto e Emilia Food Fest. Il sistema degli eventi contribuisce così a costruire una programmazione capace di coinvolgere residenti, attività economiche e visitatori. Emilia Food Fest e cultura del gusto Particolare attenzione è rivolta alla valorizzazione della cultura enogastronomica. L’Emilia Food Fest rappresenta una vetrina dedicata ai prodotti e alle specialità del territorio emiliano-romagnolo, creando un collegamento tra gastronomia, tradizioni locali, produttori e promozione turistica. Per Carpi e per il territorio circostante, gli eventi dedicati al gusto costituiscono anche un’opportunità per raccontare le produzioni locali e valorizzare le identità gastronomiche. In questo contesto assumono rilievo anche i prodotti riconosciuti attraverso la De.C.O., Denominazione Comunale di Origine, strumento utilizzato dalle amministrazioni locali per valorizzare produzioni e tradizioni legate al territorio. Turismo e identità territoriale La delega al turismo si integra con quella relativa alla promozione della città. Carpi può infatti utilizzare il patrimonio storico, culturale, commerciale ed enogastronomico come elementi di una proposta territoriale più ampia. Eventi, iniziative culturali, attività commerciali e ristorazione concorrono a costruire un’esperienza urbana capace di rivolgersi sia ai residenti sia a chi visita la città. La promozione turistica diventa quindi parte di una strategia più generale di valorizzazione dell’identità locale. Rigenerazione urbana e nuove opportunità Un altro asse dell’attività riguarda la rigenerazione urbana. Bandi e progetti integrati possono rappresentare strumenti per sostenere la presenza delle attività economiche, migliorare l’attrattività degli spazi e favorire nuove forme di utilizzo del centro. La rigenerazione non riguarda soltanto gli interventi fisici sugli edifici o sugli spazi pubblici, ma anche la capacità di creare condizioni favorevoli per nuove attività, iniziative culturali e occasioni di aggregazione. Attenzione alle frazioni La delega alla coesione territoriale e alle frazioni amplia l’azione amministrativa oltre il centro cittadino. Una città policentrica necessita infatti di iniziative capaci di coinvolgere anche le comunità delle frazioni, favorendo occasioni culturali, sociali e ricreative distribuite sul territorio. In questa direzione si inseriscono rassegne come “Così lontano così vicino”, pensate per portare musica, spettacoli e momenti di socialità anche fuori dal nucleo centrale. L’obiettivo è rafforzare il senso di appartenenza all’intera comunità carpigiana. Dialogo con commercianti e associazioni Il rapporto con il mondo economico rappresenta uno degli elementi caratterizzanti dell’attività di Poletti. La sua esperienza maturata nel sistema associativo del commercio le consente di conoscere direttamente le problematiche degli operatori e le trasformazioni che interessano il commercio urbano. Il metodo di lavoro si basa sul confronto con commercianti, associazioni di categoria e realtà produttive, con l’intento di costruire iniziative condivise e intercettare tempestivamente le esigenze del territorio. Il dialogo diventa quindi uno strumento di programmazione e non soltanto un momento consultivo. Sicurezza urbana integrata Tra le competenze dell’assessora figura anche la sicurezza urbana integrata. La prospettiva si collega alla qualità e alla vivibilità degli spazi pubblici e al rapporto tra sicurezza, presenza delle attività economiche, animazione urbana e partecipazione della comunità. In una città dove il centro storico rappresenta un importante luogo di incontro e commercio, il tema della sicurezza si intreccia inevitabilmente con quello della vitalità urbana. Una visione che unisce economia e comunità Le deleghe affidate a Paola Poletti mettono in relazione settori apparentemente diversi ma fortemente interconnessi. Commercio, turismo, eventi, cultura, rigenerazione urbana, sicurezza e frazioni concorrono infatti alla costruzione di una città attrattiva e vivibile. Il suo percorso professionale nel commercio e nell’associazionismo economico rappresenta il punto di partenza di un’attività amministrativa rivolta al rapporto diretto con il territorio e con le sue realtà produttive. La mission istituzionale Il lavoro dell’assessorato può essere ricondotto ad alcune direttrici principali: sostenere il commercio di vicinato, valorizzare il centro storico, promuovere Carpi attraverso eventi e turismo, rafforzare il rapporto con
CESARE GALAVOTTI
Presidente di CNA Modena Esperienza, innovazione e vicinanza alle imprese Cesare Galavotti è il presidente provinciale di CNA Modena, eletto all’unanimità il 12 giugno 2025. La sua nomina ha aperto una nuova fase nella storia dell’associazione modenese, una realtà che rappresenta migliaia di imprese, artigiani e professionisti del territorio. Galavotti è il quattordicesimo presidente di CNA Modena dalla fondazione dell’associazione, avvenuta nel 1945. Succede a Claudio Medici, che ha guidato l’organizzazione per otto anni. Il suo mandato, previsto per il periodo 2025-2029, nasce con l’obiettivo di rafforzare il rapporto tra associazione e sistema produttivo, accompagnando le imprese davanti alle trasformazioni economiche, tecnologiche ed energetiche. Le origini e il percorso professionale Originario di Mirandola, nel Modenese, Cesare Galavotti ha maturato la propria esperienza professionale nel settore dell’energia e delle soluzioni rivolte all’efficienza energetica. È titolare di un’agenzia specializzata nella promozione e vendita di servizi e prodotti per il risparmio energetico, con particolare attenzione alle tecnologie collegate alle fonti rinnovabili. Un percorso imprenditoriale che lo porta a conoscere direttamente le esigenze delle aziende e le trasformazioni che stanno interessando il sistema produttivo: dalla transizione energetica alla digitalizzazione, fino alla necessità di aggiornare competenze e modelli organizzativi. Alla guida di CNA Modena L’elezione alla presidenza di CNA Modena rappresenta per Galavotti il passaggio a una responsabilità di rappresentanza territoriale. L’associazione riunisce una vasta comunità di imprese e professionisti e opera come interlocutore del mondo economico modenese, promuovendo servizi, rappresentanza, formazione e accompagnamento alla crescita. Nel suo ruolo, Galavotti lavora al fianco del direttore Francesco Stagi e di una squadra composta da nove vicepresidenti. La presidenza si inserisce così in una struttura associativa articolata, chiamata a confrontarsi quotidianamente con le esigenze delle imprese, dell’artigianato e delle piccole e medie aziende. Connessione, Comunità, CNA Tre parole sintetizzano l’impostazione indicata da Galavotti all’inizio del mandato: Connessione, Comunità e CNA. La Connessione richiama la necessità di mettere in relazione imprese, competenze, istituzioni, professionisti e territori. La Comunità sottolinea invece il valore della rete associativa, intesa come spazio nel quale condividere problemi, opportunità e strumenti per affrontare i cambiamenti. Infine, CNA rappresenta il ruolo dell’associazione come punto di riferimento per l’artigianato, le piccole imprese e il tessuto produttivo locale. Una visione che punta quindi a rafforzare la funzione di rappresentanza e, contemporaneamente, la capacità di offrire risposte concrete alle aziende. Formazione e competenze per affrontare il cambiamento Tra le priorità indicate dal nuovo presidente c’è la formazione. In un mercato caratterizzato da innovazione tecnologica, transizione energetica e trasformazione digitale, l’aggiornamento delle competenze diventa uno degli strumenti attraverso cui le imprese possono affrontare nuovi scenari competitivi. La formazione riguarda sia gli imprenditori sia i collaboratori e può comprendere competenze manageriali, digitali, tecniche e organizzative. Per una realtà associativa come CNA, questo significa mettere a disposizione delle aziende strumenti utili per accompagnare l’evoluzione dei processi produttivi e dei servizi. Digitalizzazione e innovazione Un secondo asse del mandato di Galavotti è rappresentato dalla digitalizzazione. La trasformazione digitale coinvolge ormai ogni settore: gestione aziendale, comunicazione, commercio, produzione, rapporti con i clienti e organizzazione interna. Per le piccole e medie imprese, la sfida consiste nel trasformare l’innovazione tecnologica in strumenti concretamente utilizzabili. In questa prospettiva, la rappresentanza associativa può diventare un collegamento tra le esigenze quotidiane delle imprese e le opportunità offerte dalle nuove tecnologie. Energia e sostenibilità Il percorso professionale di Galavotti nel settore del risparmio energetico e delle fonti rinnovabili rappresenta un elemento particolarmente coerente con una delle grandi trasformazioni che stanno interessando il sistema produttivo. Riduzione dei consumi, efficienza energetica, autoproduzione, energie rinnovabili e sostenibilità rappresentano infatti temi sempre più presenti nelle strategie delle imprese. La transizione energetica non riguarda soltanto le grandi aziende: interessa anche artigiani, attività commerciali, servizi e piccole imprese, chiamati a valutare costi, investimenti e nuove opportunità. Vicinanza alle imprese nei momenti di difficoltà Tra gli obiettivi indicati da Galavotti emerge anche l’attenzione al supporto diretto alle imprese nei momenti di rischio. L’incertezza economica, l’aumento dei costi, la trasformazione dei mercati e la necessità di investire possono rappresentare fattori di pressione soprattutto per le realtà di dimensioni più contenute. In questo scenario CNA punta a svolgere una funzione di accompagnamento, mettendo a disposizione servizi, competenze, informazioni e rappresentanza. La vicinanza alle imprese diventa quindi uno degli elementi centrali della mission associativa. CNA Modena e il tessuto produttivo Con circa 9.000 associati, CNA Modena rappresenta una componente significativa del sistema economico provinciale. Il mondo dell’artigianato e delle piccole e medie imprese costituisce una rete diversificata di attività, professionalità e competenze che attraversa numerosi comparti dell’economia modenese. Alla presidenza, Galavotti è chiamato a rappresentare questa pluralità, favorendo il dialogo tra categorie e territori e portando all’attenzione delle istituzioni le esigenze del sistema produttivo. Un mandato tra tradizione e futuro La storia di CNA Modena affonda le proprie radici nel secondo dopoguerra. Dal 1945 l’associazione ha accompagnato l’evoluzione dell’artigianato e dell’imprenditoria locale attraverso trasformazioni economiche, industriali e sociali. Il mandato di Cesare Galavotti si inserisce in questa continuità, ma in un contesto profondamente trasformato dalla tecnologia, dalla transizione energetica e dalla crescente necessità di nuove competenze.La sfida consiste nel mantenere forte il legame con la tradizione dell’artigianato e, contemporaneamente, sostenere le imprese nell’adozione di nuovi strumenti e nuovi modelli di sviluppo. La mission di Cesare Galavotti Il mandato 2025-2029 può essere letto attraverso alcuni assi fondamentali: rappresentanza, connessione, formazione, innovazione, digitalizzazione e vicinanza alle imprese. L’obiettivo è rafforzare una CNA capace di essere non soltanto luogo di rappresentanza, ma anche rete di competenze e servizi a disposizione degli imprenditori. Una prospettiva nella quale il rapporto diretto con il territorio assume un ruolo centrale: conoscere le esigenze delle aziende, intercettare i cambiamenti e trasformare le nuove sfide in occasioni di confronto e crescita.
ALESSANDRO BEDUSCHI
Agricoltura, agroalimentare e valorizzazione delle eccellenze lombarde Alessandro Beduschi è l’assessore all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste di Regione Lombardia nella XII Legislatura. Nato a Mantova il 28 novembre 1969, ha costruito il proprio percorso professionale e amministrativo tra attività nel settore farmaceutico, esperienza negli enti locali e responsabilità istituzionali regionali. La sua attuale attività si concentra su alcuni dei comparti maggiormente collegati all’identità produttiva lombarda: agricoltura, filiere agroalimentari, produzioni tipiche, DOP e IGP, foreste, florovivaismo, caccia, pesca, irrigazione e bonifica. Il profilo di Beduschi si colloca quindi all’incrocio tra amministrazione pubblica, territorio, imprese agricole, trasformazione agroalimentare e politiche di valorizzazione delle produzioni di qualità. Formazione e professione Laureato all’Università degli Studi di Ferrara, Alessandro Beduschi è farmacista e titolare di una farmacia. Parallelamente all’attività professionale ha sviluppato una lunga esperienza nel mondo delle istituzioni locali. È stato consigliere comunale di Virgilio dal 2004 al 2009, quindi sindaco di Virgilio dal 2009 al 2014. Nel 2014, dopo la fusione tra Virgilio e Borgoforte, è diventato il primo sindaco del nuovo Comune di Borgo Virgilio, incarico ricoperto fino al 2019. Dal 2006 al 2016 è stato inoltre consigliere provinciale di Mantova. Il suo curriculum comprende anche incarichi nel mondo professionale della farmacia: è stato consigliere dell’Ordine dei farmacisti di Mantova e dell’Associazione titolari di farmacie Mantova. Dal 2019 presiede inoltre la Fondazione Virgilio. Dall’amministrazione locale al Consiglio regionale Il passaggio alla dimensione regionale avviene con le elezioni del 12 e 13 febbraio 2023, quando Beduschi viene eletto consigliere regionale nella circoscrizione di Mantova. Secondo il profilo ufficiale di Regione Lombardia, con oltre 6.000 preferenze è risultato il candidato più votato nella propria circoscrizione. Il 10 marzo 2023 viene nominato dal presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana assessore all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste della XII Legislatura. Il percorso evidenzia una progressione dalle responsabilità amministrative comunali alla gestione di politiche regionali con una dimensione economica, ambientale e territoriale molto ampia. Le deleghe: una filiera che parte dalla terra L’assessorato guidato da Beduschi comprende un insieme articolato di competenze. Tra le principali rientrano: Si tratta di materie che collegano direttamente produzione agricola, trasformazione, distribuzione, tutela del territorio, gestione delle risorse naturali e competitività delle imprese. Nel quadro della programmazione dello sviluppo rurale 2023-2027, il suo assessorato è inoltre coinvolto nell’attuazione degli interventi collegati alla PAC e al Complemento regionale per lo Sviluppo Rurale. Agricoltura e innovazione Uno dei temi ricorrenti nell’attività istituzionale dell’assessorato è il rapporto tra tradizione agricola e innovazione. Nel luglio 2026 Regione Lombardia ha annunciato oltre 11 milioni di euro per 30 progetti di innovazione agricola, nell’ambito degli interventi del Complemento per lo Sviluppo Rurale della PAC 2023-2027. L’iniziativa coinvolge imprese, ricerca e territorio e punta a sostenere processi di innovazione nel comparto primario. Un altro intervento significativo riguarda gli investimenti produttivi: nell’aprile 2025 Regione Lombardia ha comunicato il finanziamento di 185 aziende agricole con 110 milioni di euro, destinati alla modernizzazione delle strutture, all’efficienza energetica, alle tecnologie, alla sicurezza e alla sostenibilità delle attività produttive. Giovani, ricambio generazionale e futuro delle imprese Il ricambio generazionale rappresenta un ulteriore tema della politica agricola regionale. Nel 2025 Regione Lombardia ha destinato 20 milioni di euro al sostegno dei giovani agricoltori attraverso l’intervento SRE01 del Complemento per lo Sviluppo Rurale 2023-2027. La misura è orientata a favorire l’ingresso e la permanenza dei giovani nel settore primario, collegando il sostegno economico alla continuità delle imprese agricole e allo sviluppo delle aree rurali. Agroalimentare, DOP e IGP: la valorizzazione dell’identità produttiva Uno dei principali filoni dell’attività di Beduschi riguarda la valorizzazione delle Indicazioni Geografiche, delle produzioni certificate e delle filiere agroalimentari lombarde. Secondo i dati pubblicati da Regione Lombardia nel giugno 2026, la Dop Economy lombarda vale 2,9 miliardi di euro, coinvolge oltre 8.200 operatori e comprende 75 prodotti certificati tra DOP, IGP e STG. Nel 2025 il valore del comparto regionale è cresciuto del 13%. Il settore lattiero-caseario costituisce una componente particolarmente rilevante, con oltre 2 miliardi di euro di valore secondo i dati regionali. Tra le produzioni più note figurano Grana Padano, Gorgonzola, Parmigiano Reggiano e altre specialità legate ai territori lombardi. Il rapporto con Milano e Sogemi Il rapporto tra produzione agricola e mercato urbano è diventato particolarmente evidente nel percorso avviato con Sogemi, la società che gestisce il Mercato Agroalimentare di Milano. Già nel luglio 2026, Regione Lombardia e Sogemi avevano definito le linee di una collaborazione finalizzata a trasformare il mercato agroalimentare milanese in una vetrina per le produzioni lombarde certificate. L’attenzione è rivolta soprattutto a tre filiere: lattiero-casearia, carne bovina e pesce d’acqua dolce. Il 28 settembre 2026 il protocollo è stato quindi siglato a Palazzo Lombardia. L’accordo prevede attività di promozione delle produzioni agricole e agroalimentari di qualità, con particolare riferimento alle DOP e IGP, all’interno del Mercato Alimentare di Milano e dei 15 mercati di quartiere gestiti da Sogemi. L’iniziativa si inserisce nella strategia di valorizzazione della Dop Economy lombarda, che secondo i dati regionali raggiunge i 2,9 miliardi di euro. La filiera lattiero-casearia Il comparto del latte e dei formaggi costituisce uno dei settori sui quali l’assessorato interviene con particolare continuità. Nell’agosto 2026 Beduschi ha incontrato a Mantova gli operatori della cooperazione lattiero-casearia, il mondo agricolo e i rappresentanti di Grana Padano e Parmigiano Reggiano, affrontando i temi della competitività, della cooperazione, della marginalità delle imprese e della valorizzazione delle Indicazioni Geografiche. I dati riportati da ANSA nel 2025 indicavano per la Lombardia circa 5.975 allevamenti da latte, 580 mila vacche e una produzione pari al 46% circa del latte nazionale. La filiera casearia rappresenta quindi un punto di connessione tra allevamento, trasformazione, denominazioni d’origine, export e identità territoriale. Carne bovina e filiere zootecniche Un’altra area di intervento riguarda la zootecnia e la produzione di carne. Nel settembre 2026 Beduschi ha evidenziato, in occasione di un convegno dedicato alla filiera bovina, la necessità di rafforzare la produzione interna di carne di qualità e il ricambio generazionale negli allevamenti. L’intervento si è inserito nel quadro del decreto nazionale Coltivaitalia, che prevede 300 milioni di euro per il