Direttore del Consorzio Fontina DOP, guida la filiera valdostana tra qualità, sostenibilità e valorizzazione del territorio. La leadership del Direttore Consorzio Fontina DOP Fulvio Blanchet è oggi una delle figure più autorevoli nel panorama agroalimentare italiano. In qualità di Direttore del Consorzio Produttori e Tutela della Fontina DOP, coordina le attività che garantiscono autenticità e qualità del celebre formaggio valdostano. La sua missione è chiara: custodire un patrimonio gastronomico unico e promuovere un modello di sviluppo sostenibile per le comunità di montagna. Sotto la sua guida, la Fontina DOP è divenuta simbolo di eccellenza e ambasciatrice del gusto della Valle d’Aosta nel mondo. La missione: valorizzare un formaggio simbolo di montagna Fulvio Blanchet lavora per preservare la filiera produttiva della Fontina DOP, tutelando la tradizione dell’alpeggio e la qualità delle produzioni locali. Il Consorzio Fontina DOP, di cui è direttore operativo, rappresenta un modello virtuoso di collaborazione tra allevatori, casari e istituzioni territoriali.La sua visione include il rafforzamento del legame tra prodotto e territorio, con attenzione alla sostenibilità ambientale, alla tracciabilità e alla valorizzazione delle biodiversità alpine. «La qualità del prodotto è cresciuta perché tutta la filiera ha contribuito, con passione e competenza», afferma Blanchet, ricordando che ogni forma di Fontina racconta una storia di montagna. Progetti e iniziative del Direttore Consorzio Fontina DOP Tra i progetti più significativi guidati da Fulvio Blanchet spicca FontinaMI, rassegna gastronomica che porta la Fontina DOP nei ristoranti d’autore di Milano. Questo format, premiato con il Tespi Award, rappresenta un caso di successo nella comunicazione del made in Italy agroalimentare. Inoltre, Blanchet promuove iniziative legate all’alpeggio, alla stagionatura in grotta naturale e alla formazione dei giovani produttori, per garantire continuità e innovazione nella filiera. Il suo impegno è volto anche alla diversificazione dei mercati esteri, con campagne promozionali che valorizzano la tipologia “Fontina d’Alpeggio” e le produzioni di alta quota. Sostenibilità e innovazione in Valle d’Aosta Il Direttore del Consorzio Fontina DOP crede nella sostenibilità come leva strategica. Attraverso progetti congiunti con istituzioni e università, il Consorzio promuove pratiche rispettose dell’ambiente, riduzione dell’impatto energetico nei caseifici e tutela dei pascoli alpini. Blanchet sottolinea spesso che “ogni forma di Fontina DOP racchiude la forza di un territorio che vive e produce in armonia con la natura”. Questa filosofia ha reso la Fontina DOP un modello europeo di filiera corta e qualità certificata, riconosciuto La visione futura: promuovere la montagna come valore Fulvio Blanchet immagina una Valle d’Aosta che continui a crescere nel rispetto delle proprie radici.Il suo obiettivo è quello di consolidare la reputazione della Fontina DOP nei mercati nazionali e internazionali, promuovendo al contempo la montagna come luogo di innovazione e cultura alimentare. «Siamo orgogliosi di un prodotto che nasce in alpeggio, cresce in grotta e racconta la vita vera della montagna», afferma Blanchet. Approfondimenti e collegamenti utili
FRANCESCO GAROFALO
L’artista (nato a Napoli il 2 marzo 1972) è pittore, critico d’arte e docente universitario. Ricopre la carica di Direttore Artistico con delega al Settore Arte presso la JTV Foundation. È inoltre preside della Facoltà di Storia e Critica dell’Arte presso l’ISFOA – Libera Università Telematica di diritto elvetico (Svizzera). Missione e visione Garofalo concepisce l’arte come «linguaggio che unisce e rigenera». La sua missione consiste nel creare ponti tra cultura, formazione e spiritualità attraverso la creatività visiva e il linguaggio figurativo contemporaneo. Pone l’accento sulla sperimentazione tecnica — in particolare l’aerografo su supporti innovativi — per esplorare materia, luce e trasparenza. Competenze e mansioni principali Progetti rilevanti Citazioni selezionate Collegamenti utili
CHRISTIAN MESSAGGIO
Un artista pittore poliedrico attivo nella scena contemporanea italiana. Sperimenta tecniche miste, pittura e installazione. Partecipa a rassegne e a eventi nazionali che uniscono ricerca estetica e sperimentazione. Dati biografici essenzialiLe informazioni pubbliche lo segnalano come figura attiva negli ultimi anni nelle arti visive contemporanee. Alcune biografie e profili social ne riportano studi in accademie d’arte e residenze artistiche in Lombardia e aree limitrofe. Dove disponibile, inserire un ritratto foto per la news. Formazione e percorsoMessaggi si è formato nell’ambito delle belle arti e ha sviluppato un percorso che coniuga tecniche tradizionali e pratiche sperimentali. Collabora con gallerie e curatori. Il suo lavoro dialoga con tendenze contemporanee e temi attuali. 24 Ore News Stile, linguaggio artistico e missioneIl suo linguaggio unisce colore, texture e riferimenti simbolici. Cerca di creare opere che parlino al pubblico e alla critica, conciliando bellezza e riflessione. La missione artistica mira a rinnovare il dialogo tra pittura e società contemporanea, valorizzando memoria e innovazione. italiadagustare.it Mansioni / attività professionali Progetti e mostre rilevantiNegli ultimi anni Messaggi è stato segnalato tra i protagonisti di rassegne come la Quadriennale di Milano 2025 e in percorsi espositivi dedicati alla sperimentazione. Ha presentato nuove serie di opere che hanno ottenuto attenzione di critica e collezionismo. 24 Ore News+1 Citazioni e dichiarazioni (estratti)«La Quadriennale è per me un’opportunità straordinaria per dialogare con un pubblico internazionale», dichiara riferendosi alla partecipazione a rassegne nazionali. (cit. resoconti stampa e interviste reportage). 24 Ore News
ANDREA BARMAZ
Presidente del Consorzio Produttori e Tutela DOP Fontina, con sede in Valle d’Aosta. È stato eletto alla carica nel luglio 2020, succedendo a Livio Vagneur che ha guidato il Consorzio per 12 anni. Nel giugno 2023 è stato confermato dal CdA alla presidenza per un nuovo mandato, segnalando continuità nell’azione di tutela, vigilanza e promozione. Missione e visione La sua visione si fonda sulla valorizzazione del formaggio Fontina DOP come “ambasciatore” della Valle d’Aosta, inteso non solo come prodotto caseario, ma come testimonianza di un territorio, dell’alpeggio, della zootecnia di montagna. Tra le priorità: rafforzare l’identità del marchio DOP, contrastare le imitazioni e promuovere la qualità piuttosto che l’aumento indiscriminato dei volumi. Promuove inoltre un approccio innovativo e sostenibile: filiera corta, rispetto dell’ambiente d’alta quota, valorizzazione dell’alpeggio come elemento distintivo. Mansioni e competenze principali Progetti rilevanti Citazioni sintetiche Collegamenti e approfondimenti
ALESSANDRO RAVECCA
Socio fondatore e attuale Presidente del gruppo Cibiamogroup, attivo nella creazione e gestione di format di ristorazione veloce e di qualità. Inoltre, riveste la carica di Presidente di Federfranchising Italia. La sua attività imprenditoriale nel settore della ristorazione è iniziata nel 1992. Missione e visione La sua missione professionale consiste nel valorizzare la qualità artigianale del prodotto nella ristorazione, rendendola replicabile attraverso format scalabili e coerenti. Ravecca crede nel franchising come strumento strategico per la crescita dei brand, affermando che «Il Franchising è vincente quando si avvale di consulenza qualificata e si cambia approccio al Business». cibiamo.it Inoltre, sostiene che la soddisfazione del cliente e dell’affiliato sia centrale in ogni progetto di sviluppo della rete. Mansioni e competenze principali Nel suo ruolo di Presidente, Alessandro Ravecca assume responsabilità di direzione strategica: Progetti rilevanti Tra i suoi progetti più significativi: Citazioni sintetiche Collegamenti e approfondimenti
MATTEO CUNSOLO
Leader della panificazione italiana e presidente del Richemont Club Italia Matteo Cunsolo è un punto di riferimento nel mondo della panificazione e pasticceria artigianale italiana. In qualità di presidente del Richemont Club Italia, associazione che promuove la formazione, l’aggiornamento professionale e l’eccellenza nel settore forno e lievitati, rappresenta una figura chiave nel ricambio generazionale, nell’innovazione e nella valorizzazione del saper fare artigianale. Formazione e inizi del percorso professionale Matteo Cunsolo ha conseguito il diploma all’Istituto “CAPAC” di Milano nel settore panificazione e pasticceria, consolidando così le basi tecnico-professionali della sua carriera. Dopo il diploma, ha collaborato con diversi panifici dell’area milanese, maturando esperienza diretta nel laboratorio artigianale e affinando la conoscenza delle materie prime, delle tecniche di lievitazione e della produzione su scala professionale. Nel 2003 ha avviato la propria attività imprenditoriale – “La Panetteria” a Parabiago (Milano) – insieme alla madre Antonia Orrù, orientando fin da subito il lavoro verso qualità, artigianalità e servizio al cliente. Ruolo nel Richemont Club Italia e leadership Matteo Cunsolo è segretario e successivamente presidente del Richemont Club Italia, l’associazione italiana affiliata a un network internazionale che ha l’obiettivo di promuovere la professione del panificatore/pasticcere, lo sviluppo delle competenze, l’aggiornamento continuo e la valorizzazione del comparto. Sotto la sua guida, il Club ha promosso iniziative di solidarietà (ad esempio la raccolta e consegna di biscotti e prodotti da forno a bambini profughi ucraini) dimostrando come la panificazione possa essere anche strumento di comunità e impegno sociale. La sua visione è quella di un’artigianalità che guarda al futuro, tramite formazione specialistica, innovazione nei processi e nell’offerta, e valorizzazione del ruolo del panificatore nella filiera alimentare e nell’economia locale. Filosofia, valori e contributi al settore Matteo crede fermamente in tre pilastri: il rispetto della materia prima (farine, lievito madre, grani antichi), la preparazione tecnica e la responsabilità sociale dell’impresa artigiana. In suo linguaggio: «Il pane è gioia, è casa, è condivisione». È promotore della cultura del lievito madre, dell’utilizzo di materie di qualità, dell’importanza dell’educazione alimentare e della professionalizzazione nel mondo della panificazione. Attraverso il Richemont Club Italia, ha contribuito a far emergere una generazione più giovane di panificatori che considerano il forno non solo come luogo di produzione, ma come centro di formazione, creatività e scambio. La sua attività imprenditoriale e associativa ha inoltre valorizzato l’idea che il panificatore sia un protagonista della filiera agroalimentare e non un semplice operatore di processo. Traguardi e riconoscimenti Ruolo attuale e prospettive Attualmente Matteo Cunsolo coordina l’attività del Richemont Club Italia, guida progetti formativi, promuove l’innovazione nella panificazione e rappresenta la categoria in occasioni pubbliche, eventi, conferenze e media. Guardando al futuro, l’orizzonte è quello di ampliare la formazione tecnica (anche internazionale), consolidare reti di collaborazioni tra panificatori, pasticceri e ristoratori, e sensibilizzare verso la sostenibilità, la tracciabilità e la qualità dei prodotti da forno. La sua leadership è vista come ponte tra tradizione e modernità: preservare l’artigianalità, ma inserirla in un contesto imprenditoriale aggiornato e globalizzato. Matteo Cunsolo incarna perfettamente il profilo che merita di essere raccontato nel portale www.dariobordet.it: un imprenditore-artigiano che ha costruito una carriera significativa, una guida associativa che lavora per l’eccellenza collettiva, un promotore di valori forti nel mondo della panificazione. La sua storia parla di competenza, passione, impegno sociale e visione strategica: tutti elementi che arricchiscono la narrazione del comparto agroalimentare, della filiera del pane, e della cultura del gusto in Italia.
EDOARDO RASPELLI
Il volto e la voce dell’Italia del gusto Edoardo Raspelli è uno dei più autorevoli giornalisti, critici gastronomici e volti televisivi italiani. Conosciuto come “il cronista della gastronomia”, ha dedicato la sua carriera a raccontare l’Italia del gusto, delle tradizioni culinarie e dei territori. La sua firma, la sua voce e il suo stile diretto e appassionato hanno contribuito a far conoscere e valorizzare l’enogastronomia italiana in modo autentico e divulgativo. Formazione e primi passi nel giornalismo Nato a Milano il 24 novembre 1949, Edoardo Raspelli ha mostrato fin da giovanissimo un grande interesse per la comunicazione e per la scrittura. Dopo gli studi classici, inizia la carriera giornalistica a soli diciotto anni, collaborando con importanti testate nazionali come La Stampa, Il Giornale e Il Giorno.In breve tempo, si distingue per uno stile narrativo chiaro e rigoroso, che unisce l’attenzione al dettaglio giornalistico a una profonda sensibilità culturale. Negli anni Settanta inizia a occuparsi di enogastronomia, diventando tra i primi in Italia a raccontare il cibo non solo come consumo, ma come espressione di identità, paesaggio e tradizione. Carriera televisiva e popolarità La notorietà nazionale arriva con la televisione. Raspelli diventa un volto familiare grazie a programmi di successo come Melaverde, che conduce dal 1998 al 2020 insieme a Ellen Hidding, trasformandolo in uno dei format più longevi e seguiti della TV italiana dedicati al mondo agricolo e alimentare. Attraverso il suo racconto, le aziende agricole, le eccellenze territoriali e i prodotti tipici diventano protagonisti di un viaggio culturale e umano. Il suo linguaggio, sempre accessibile ma mai banale, unisce rigore professionale e capacità di emozionare. Raspelli non è solo un giornalista o conduttore, ma un vero interprete del Made in Italy agroalimentare, capace di portare nelle case degli italiani il valore del lavoro artigianale e della qualità autentica. Collaborazioni e attività editoriali Oltre alla televisione, Edoardo Raspelli ha mantenuto nel tempo un’intensa attività giornalistica e letteraria. È stato firma storica per quotidiani e riviste specializzate come La Stampa, Bell’Italia, Italia Oggi e Il Giorno, curando rubriche di critica gastronomica e racconti di viaggio tra sapori e territori.Ha scritto libri dedicati alla cultura del gusto e alla narrazione del cibo, come Il gusto di raccontare e Vita da cronista della gastronomia, che ripercorrono aneddoti, incontri e riflessioni di una carriera pluridecennale. Raspelli ha anche firmato guide e recensioni che hanno contribuito a lanciare e far conoscere ristoranti, produttori e giovani chef italiani. Filosofia e valori Raspelli ha sempre rifiutato l’etichetta di “critico culinario” nel senso stretto del termine, definendosi piuttosto un “cronista della gastronomia”. La sua filosofia è basata su tre principi fondamentali: Il suo approccio si distingue per la capacità di unire il rigore del giornalista con la curiosità del viaggiatore e la sensibilità del divulgatore. Alcuni Premi e riconoscimenti Nel corso della sua carriera, Edoardo Raspelli ha ricevuto numerosi premi per il suo contributo alla divulgazione enogastronomica e alla promozione del territorio italiano, tra cui: Ruolo attuale e attività recenti Oggi Edoardo Raspelli continua la sua attività di divulgatore, scrittore e conduttore. Partecipa a festival gastronomici, eventi televisivi e incontri dedicati al turismo del gusto. Collabora con portali e riviste digitali, e attraverso i suoi interventi continua a sensibilizzare il pubblico sull’importanza della qualità alimentare, della filiera corta e della tutela delle produzioni artigianali. La sua voce rimane un punto di riferimento per chi vuole comprendere il valore culturale e umano del cibo italiano. Edoardo Raspelli è un narratore del gusto e del territorio, un testimone autorevole dell’Italia che produce e racconta se stessa attraverso i sapori. Con il suo sguardo attento, la passione per la verità e una carriera lunga più di cinquant’anni, ha trasformato l’enogastronomia in racconto giornalistico, cultura e identità collettiva.La sua biografia, ricca di esperienze, autenticità e curiosità, rappresenta un esempio perfetto per un portale come www.dariobordet.it, che celebra i protagonisti del saper fare italiano e le storie che danno valore ai territori.
CATERIA CORDERO
Produttrice d’avanguardia alla guida di Cantina Cordero San Giorgio Caterina Cordero è una delle voci principali della giovane generazione alla guida della Cantina Cordero San Giorgio, situata sulle colline dell’Oltrepò Pavese, e rappresenta un perfetto esempio di sinergia tra tradizione famigliare e ricerca enologica contemporanea. Formazione e percorso professionale Originaria delle prestigiose vigne delle Langhe (Castiglione Falletto) — area vitivinicola storica del Piemonte — Caterina Cordero, insieme ai fratelli Francesco e Lorenzo, ha maturato un percorso formativo e professionale che l’ha portata in Cantina, dopo esperienze all’estero e in altre realtà vitivinicole. Nel 2019 il trio ha acquisito l’azienda nel territorio dell’Oltrepò Pavese, decidendo di avviare una nuova fase aziendale con spirito innovativo, ma profondamente radicata nel rispetto del territorio. La Cantina Cordero San Giorgio sotto la sua guida La Cantina Cordero San Giorgio, posta a Santa Giuletta (PV), si estende su circa 22 ettari, di cui 20 sono vitati con una età media delle viti intorno ai 35-40 anni. Le varietà coltivate spaziano dal Pinot Nero (vitigno-simbolo) al Pinot Grigio, dallo Chardonnay alla Barbera e Croatina. Sotto la guida di Caterina e dei suoi fratelli, l’azienda ha orientato la produzione verso viticoltura a basso impatto ambientale, convertendo al biologico e sottolineando la sostenibilità come valore distintivo. Tra le etichette più rilevanti, spicca il Pinot Nero “Tiamat”, annata 2020, che ha ottenuto il riconoscimento dei Tre Bicchieri di Gambero Rosso. Visione e valori Caterina Cordero interpreta con passione un’imprenditorialità vitivinicola moderna: valorizzare il terroir, puntare su vitigni d’eccellenza, applicare tecniche attente alla sostenibilità, e comunicare una storia forte che unisce radici familiari e aspirazioni internazionali. La visione è chiara: raccontare l’avventura del vino come parte integrante del paesaggio, delle colline dell’Oltrepò Pavese e della cultura che le anima.La sostenibilità diventa non solo strategia, ma impegno concreto: dalla gestione della vigna all’interazione con il contesto ambientale e sociale. Traguardi e riconoscimenti Ruolo attuale e prospettive Caterina Cordero oggi riveste il ruolo di guida assieme ai suoi fratelli in Cantina, partecipando attivamente alle scelte aziendali, alla strategia di comunicazione e all’affinamento delle produzioni. Nel prossimo futuro, l’obiettivo è consolidare la posizione della cantina come riferimento dell’Oltrepò Pavese per il Pinot Nero e per i vini di qualità, rafforzare la presenza sui mercati esteri, incrementare l’accoglienza enoturistica e continuare a perfezionare produzione, territorio e marca in un quadro di crescita sostenibile. La figura di Caterina Cordero rappresenta perfettamente il profilo che cerchi: una produttrice vitivinicola che unisce eredità familiare, visione contemporanea, attenzione al territorio e orientamento alla qualità. Il suo racconto è una storia di passione, sperimentazione e identità che lo rende ideale per essere valorizzato su un portale come www.dariobordet.it, dedicato a racconti d’eccellenza e personalità rilevanti del mondo vitivinicolo.
ALESSANDRO SICCHIERO
Sindaco di Chieri (TO) Alessandro SicchIero guida la città di Chieri, in provincia di Torino, con un mandato avviato nel 2024 dopo la conferma alle elezioni amministrative. La sua figura rappresenta un equilibrio tra esperienza sul campo, visione amministrativa contemporanea e impegno per il territorio. Dati anagrafici e percorso Mandato e deleghe Nella sua veste di sindaco, Sicchiero detiene deleghe chiave al comune di Chieri: pianificazione del territorio, edilizia, protezione civile, attività produttive, servizi al cittadino, coesione territoriale, personale ed affari generali. Durante la sua amministrazione ha promosso iniziative concrete come la digitalizzazione completa dell’Archivio edilizio comunale, un investimento di oltre 1 milione di euro per oltre 50.000 pratiche digitalizzate. Visione, valori e impegni Sotto la guida di Sicchiero, la città di Chieri ha avviato percorsi che mettono al centro: Traguardi recenti Ruolo attuale e prospettive Attualmente, Alessandro Sicchiero si trova alla guida della città con l’obiettivo di rafforzare Chieri come comunità viva, sostenibile e attrattiva. I suoi focus principali comprendono: Perché inserirlo su un portale come www.dariobordet.it La biografia di Alessandro Sicchiero offre più livelli di interesse: da una parte un profilo istituzionale contemporaneo e radicato nella comunità, dall’altra un amministratore che guarda all’innovazione, alla sostenibilità e al valore del territorio – temi perfettamente in linea con contenuti editoriali volti a raccontare leadership, identità locale e visione progettuale.
ALESSANDRO CERRI COMI
Quinta generazione alla guida della Tenuta Travaglino Alessandro Cerri Comi rappresenta la quinta generazione della famiglia che guida la storica Tenuta Travaglino, situata a Calvignano, nel cuore dell’Oltrepò Pavese. Nella sua figura si incontrano il rispetto per la tradizione vitivinicola e una visione moderna orientata all’innovazione, alla sostenibilità e all’eccellenza produttiva. La sua conduzione si distingue per equilibrio, rigore e profonda conoscenza del territorio. Formazione e percorso professionale Cresciuto in una famiglia da sempre legata alla viticoltura, Alessandro Cerri Comi ha scelto di proseguire la storia di Travaglino con spirito rinnovato. Dopo un percorso formativo e professionale che lo ha portato a confrontarsi con esperienze internazionali nel settore, ha fatto ritorno in azienda nel 2013, affiancando la sorella Cristina nella gestione della tenuta. L’ingresso della nuova generazione ha segnato una svolta decisiva: razionalizzazione dei processi produttivi, attenzione alla qualità in ogni fase e valorizzazione dei vitigni simbolo dell’Oltrepò Pavese. La Tenuta Travaglino sotto la sua guida Fondata nel 1868, la Tenuta Travaglino si estende oggi su circa 400 ettari in corpo unico, di cui 80 dedicati alla vite. È una delle realtà più storiche e rappresentative dell’Oltrepò Pavese, con una forte identità territoriale. Sotto la guida di Alessandro Cerri Comi e della sorella Cristina, la tenuta ha consolidato la propria specializzazione nei due vitigni che meglio raccontano il territorio: Pinot Nero e Riesling Renano. La filosofia produttiva si basa su pratiche agricole sostenibili, riduzione dell’impatto ambientale, cura della biodiversità e uso razionale delle risorse naturali. L’obiettivo è creare vini che esprimano autenticità, eleganza e un legame profondo con la terra di origine. Visione e valori Alessandro Cerri Comi porta avanti un principio fondamentale: ogni bottiglia deve raccontare la storia di una famiglia, di una vigna e di un paesaggio unico. Il suo approccio combina il rispetto per la tradizione con la volontà di innovare. Questo equilibrio si riflette nella scelta di tecniche di vinificazione moderne ma rispettose dell’identità varietale e nella continua ricerca della qualità assoluta. La sostenibilità non è solo un valore aziendale, ma un impegno concreto che orienta ogni decisione: dalla gestione dei vigneti al risparmio energetico, fino alla tutela dell’ecosistema che circonda la tenuta. Traguardi e riconoscimenti Negli ultimi anni, sotto la direzione della nuova generazione, la Tenuta Travaglino ha consolidato la propria immagine di eccellenza. I vini firmati da Alessandro Cerri Comi sono oggi riconosciuti come interpreti raffinati dell’Oltrepò Pavese, apprezzati sia dal pubblico italiano sia nei mercati internazionali. Le etichette Metodo Classico, in particolare, sono diventate simbolo della rinascita qualitativa del territorio.La costanza negli investimenti in ricerca, sostenibilità e valorizzazione delle risorse umane testimonia una visione di lungo periodo e una leadership attenta ai cambiamenti del mercato globale. Ruolo attuale e prospettive Oggi Alessandro Cerri Comi guida la Tenuta Travaglino con una visione strategica chiara: consolidare il prestigio del marchio e rafforzarne la presenza sui mercati internazionali. Accanto alla sorella, si occupa della direzione generale e della pianificazione delle attività produttive, commerciali e di comunicazione.Tra gli obiettivi principali figurano l’ampliamento delle esperienze di accoglienza enoturistica, l’innovazione tecnologica in cantina e la promozione di un modello di viticoltura sempre più sostenibile.La sua leadership, discreta ma determinata, rappresenta un esempio di continuità generazionale intelligente: fedele alle radici, ma aperta al futuro. Citazione rappresentativa «Ogni vino è il risultato di un equilibrio: tra passato e presente, tra natura e sapere umano. È questo che cerchiamo di raccontare in ogni bottiglia di Travaglino.» La figura di Alessandro Cerri Comi incarna la nuova generazione del vino italiano: imprenditore colto, custode della memoria familiare e interprete moderno del territorio. Sotto la sua guida, la Tenuta Travaglino continua a essere un punto di riferimento dell’enologia lombarda, unendo storia, qualità e innovazione in un progetto che guarda al futuro con radici salde nel passato.